Contenuti per adulti
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Esco languidamente dal sonno indotto,
un odore pungente e acre assalta il mio stomaco
-debole-
e rivolta tutte le belle convinzioni create
dai libri, dalle poesie e dai film.
Muovo qualche debole e incerto passo
tenendo stretta tra le mani la maglia
-bianca-
vicino al petto, come ad aggrapparmi
all’ultima cosa presente del presente.
Il cielo ha colori diversi e più intensi,
gli alberi sembrano vivere i loro migliori giorni
-di gloria-
gli animali si fanno strada prepotentemente
noncuranti dell’assalto alle mie orecchie.
Sento freddo, un freddo umido che attacca le ossa
che parte da dentro lo sterno e percorre la schiena
-tutta-
e mi lascia quasi senza fiato, col respiro
inchiodato nella gola pungente.
Tutto è uguale e tutto è diverso, mi convinco
di riconoscere paesaggi vaghi e posti vicini
-lo spero-
tutto è più immediato, viscerale, concreto
lo spazio per la ragione e per il pensiero qui è labile.
Solo le persone mi riportano al momento
esatto dell’inizio del mio viaggio, al presente
-assente-
con i loro schiamazzi, versi iracondi, parole becere
e parole d’amore, tenerezza e superbia.
La divisione netta tra giusto e sbagliato,
il bianco e il nero, l’alto e il basso, sporco e pulito
-come sempre, da sempre-
alla ricerca di una dualità inesistente e futile
che è partita ben prima del mio arrivo in questa terra.